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Enti Consorziati dal 1994 al 2017

LOCANDINA

SCHEDA D'ISCRIZIONE

 

IL FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI COLLEGIALI E I RELATIVI ATTI: COME REDIGERE, GESTIRE E ARCHIVIARE DELIBERE E VERBALI

[CODICE ATTIVITÀ: 30CP17]

 

 

LE RAGIONI

La produzione normativa degli ultimi anni, superando la tradizionale visione dei principali istituti del "Diritto Amministrativo", ha focalizzato la sua attenzione e, conseguentemente, quella delle attività formative, sui temi della "semplificazione", della "dematerializzazione" e della "innovazione".
Peraltro, le esigenze di "efficienza", di "semplificazione" e di "trasparenza" della azione amministrativa debbono essere necessariamente coniugate con quelle di "legittimità" e, quindi, di "correttezza", sia formale che sostanziale, degli atti e dei provvedimenti amministrativi.  Al contrario, l'attuale contesto normativo, in continua evoluzione, genera notevoli difficoltà operative, che derivano dalla interpretazione e dalla applicazione di norme che, sempre più spesso, sono poco chiare e intellegibili e, a volte, in contraddizione o, addirittura, in contrasto tra di loro. Le pubbliche amministrazioni sono, pertanto, costrette ad operare in uno "scenario" di assoluta "incertezza" del diritto, che rischia di creare gravi "disfunzioni" nei loro assetti organizzativi e di "pregiudicare" la corretta definizione di "procedimenti" e di "processi" che disciplinano le relative azioni.


I DESTINATARI

L'incontro formativo è rivolto ad un’ampia "platea" di destinatari ed, in particolare, al personale delle "Segreterie del Rettore" e del "Direttore Generale", al personale che svolge attività di supporto al funzionamento degli "Organi Collegiali",  al personale addetto agli "Affari Generali" e alle "Risorse Umane", al personale addetto agli "approvvigionamenti", agli "appalti" e al perfezionamento di qualsiasi  atto "contrattuale" o "convenzionale", al personale addetto sia alla "Area Didattica" che alla "Area Ricerca" ed al personale delle "Segreterie Amministrative dei Dipartimenti".



 

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SCHEDA D'ISCRIZIONE

 

PERFORMANCE E SISTEMA PREMIANTE NELLE UNIVERSITÀ

[CODICE ATTIVITÀ: 27CP17]

 

 

LE RAGIONI

Il D.Lgs. n. 150/2009, come noto, si è posto l’obiettivo di migliorare la qualità delle prestazioni della pubblica amministrazione, in favore degli utenti finali.
Tale obiettivo si incardina nel mutato cambiamento culturale degli ultimi anni, improntato sul tema della valutazione dell’efficacia, efficienza e qualità dell’attività amministrativa pubblica.
Invero, già verso la fine degli anni novanta, il legislatore delegato, con il D.Lgs. n. 286/1999, emanato in attuazione della legge delega n. 59/1997, aveva tracciato le prime linee della tematica in argomento, mutando il quadro del sistema dei controlli interni, attraverso la previsione dei seguenti istituti:
-    il controllo interno di regolarità amministrativa e contabile;
-    il controllo di gestione;
-    la valutazione del personale dirigente;
-    la valutazione ed il controllo strategico.
Specificamente, per le Università, va ricordata, altresì, la legge n. 370/1999, secondo la quale gli Atenei erano tenuti ad adottare un sistema di valutazione interna della gestione amministrativa, della didattica e della ricerca, attraverso la istituzione dei Nuclei di valutazione.
Limitatamente alla attività amministrativa, l’evoluzione normativa è giunta sino al citato decreto 150, e sue successive modificazioni ed integrazioni, costituito da un complesso di disposizioni, riguardanti esclusivamente il personale dirigenziale e tecnico-amministrativo, con esclusione del corpo accademico.
L’ibrida composizione del personale universitario, conseguentemente, ha ingenerato una serie di problematiche, concernenti il rapporto tra gli aspetti performanti dell’azione amministrativa e la mission delle Università, rispetto alla quale, come rilevato dall’ANVUR, i primi vengono percepiti “come un appesantimento non giustificato e un ostacolo allo svolgimento delle attività istituzionali degli Atenei”.
Ne discende che, diversamente dalla generalità delle amministrazioni pubbliche, nelle Università, l’implementazione della qualità dell’azione amministrativa, perseguibile attraverso il ciclo della Performance, non deve risultare fine a se stessa e confinata nell’apparato amministrativo, ma deve coniugarsi con termini e modalità tali da realizzare un raccordo con la missione istituzionale delle Università, data dalla didattica, ricerca e “terza missione”. In particolare, soprattutto per quanto riguarda i Dipartimenti, le attività del Personale Tecnico Amministrativo vanno inquadrate in una logica di “servizio” offerto sia ad utenti esterni (studenti, laureandi, etc) sia ad utenti interni (docenti, ricercatori, dottorandi, PTA appartenente ad altri Uffici, etc). Risulta di conseguenza necessario, ai fini della valutazione della performance organizzativa ed individuale, da un lato classificare i servizi offerti e definire per ciascuno di essi le dimensioni più appropriate per la valutazione del livello di servizio offerto (come previsto nell’ambito della Carta dei Servizi) e dall’altro procedere alla mappatura ed alla rappresentazione dei processi attraverso i quali viene erogato il servizio, al fine di identificare “dove intervenire” per migliorare il livello di servizio offerto.
Tanto, al fine, come correttamente rilevato dall’ANVUR nelle Linee guida del luglio 2015, “di prefigurare le relative connessioni che gli Atenei devono rendere esplicite nei loro documenti di gestione del ciclo della performance amministrativa”.
In conclusione, ancora una volta, le Università si ritrovano ad essere attinte da un impianto normativo, come quello in discussione, che richiede, in sede di applicazione, l’individuazione di correttivi ed adattamenti, tali da renderlo adeguato alla realtà universitaria, nell’ottica di rispettare le peculiarità e specificità che la caratterizzano.

 

I DESTINATARI

Il Corso di formazione è rivolto a Dirigenti, Funzionari e a tutto il personale che, per competenza, cura la gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nelle Università, distinguendo tra personale tecnico-amministrativo e personale docente.

 

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ISCRIZIONI CHIUSE

 

LE PROBLEMATICHE ED IL CONTENZIOSO RIGUARDANTI LE SEGRETERIE STUDENTI DELL’UNIVERSITÀ 

[CODICE ATTIVITÀ: 28CP17]

 

 

LE RAGIONI

Le Segreterie Studenti delle Università, da sempre costituenti il “fronte” degli Atenei, negli ultimi anni, anche a seguito del mutato quadro normativo e giurisprudenziale, sono state attinte da una serie di problematiche versate in numerosi contenziosi, che hanno visto molto spesso soccombere le Università.
Il diritto alla riservatezza, che in passato tutelava in maniera incondizionata lo studente universitario, ha rappresentato uno strumento di garanzia dell’agire delle Segreterie Studenti, le quali, a fronte delle richieste di accesso ai documenti da esse detenuti, hanno sempre opposto, legittimamente, tale diritto, con l’adozione dei conseguenti provvedimenti di diniego. Non solo. L’autonomia universitaria, di derivazione costituzionale e scolpita nella legge n. 168/1989, nel riconoscere, tra l’altro, ai singoli Atenei capacità normativa, ha determinato, di conseguenza, una proliferazione e parcellizzazione di atti regolamentari in materia, ad esempio, di tasse, decadenza dagli studi, ordinamenti didattici, trasferimenti ed in generale di quasi tutte le questioni riguardanti lo studente universitario, al punto che l’ordinamento universitario ha assunto un aspetto caleidoscopico, con l’ulteriore effetto di ritrovarsi, come può ragionevolmente affermarsi,  di fronte a molteplici e diversi “ordinamenti universitari”, tanti quante sono le università italiane.
Ne è derivato che si è in presenza di una frammentazione ordinamentale che non consente, all’operatore delle Segreterie Studenti, di avere una visione nomofilattica delle questioni giuridiche, che molto spesso si ritrova ad affrontare.

 

I DESTINATARI

Il Corso di formazione si rivolge ai Responsabili, funzionari e addetti delle Segreterie Studenti, oltre a tutti coloro che, nelle Università, affrontano, a vario titolo, le problematiche connesse alla figura dello studente universitario, anche sotto l’aspetto del contenzioso.


 

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SCHEDA D'ISCRIZIONE

 

SISTEMI DI VALUTAZIONE
DELLE COMPETENZE NEGLI ATENEI

[CODICE ATTIVITÀ: 29CP17]

 

 

LE RAGIONI

Negli ultimi anni anche nelle Amministrazioni degli Atenei si è avuta una notevole diffusione di Sistemi di Valutazione delle Competenze, in particolare a causa della “spinta” del decreto legislativo 150/2009 (legge Brunetta). Anche il recente decreto attuativo di tale legge ribadisce che la valutazione della performance individuale debba essere collegata:
•    per il personale dirigente e per il personale responsabile di unità organizzativa in posizione di autonomia e responsabilità, anche attraverso la qualità del contributo assicurato alla performance generale della struttura, le competenze professionali e manageriali dimostrate (nonché i comportamenti organizzativi richiesti per il più  efficace svolgimento delle funzioni assegnate),
•    per il personale non responsabile di unità organizzativa, anche attraverso la qualità del contributo assicurato alla performance dell'unità organizzativa di appartenenza, alle competenze dimostrate ed ai comportamenti professionali e organizzativi.

È opinione diffusa però che tali Sistemi siano stati definiti senza un’adeguata analisi del contesto organizzativo e delle specificità dei processi che caratterizzano le Strutture Tecnico Amministrative degli Atenei. In molti Atenei sono stati adottati “repertori” delle competenze che si basano su categorie molto generiche e su descrittori di comportamento spesso astratti ed avulsi dalla realtà organizzativa del personale. Tale circostanza ostacola di fatto anche l’implementazione delle Linee Guida dell’ANVUR relative al Piano Integrato della Performance i cui aspetti essenziali sono:
•    la costruzione di una relazione sistemica tra obiettivi strategici dell’Ateneo/Dipartimenti (Didattica, Ricerca, Terza Missione) e obiettivi dell’Amministrazione,
•    la definizione di obiettivi organizzativi ed individuali del PTA in grado di incidere (in particolare) sugli obiettivi strategici dell’Ateneo/Dipartimenti,
•    la valutazione delle performance individuali del PTA focalizzata in particolare sul contributo del personale agli obiettivi strategici dell’Ateneo/Dipartimenti, tenuto conto dei processi in cui opera il PTA e dell’apporto che deve essere assicurato a tali processi.

Inoltre, la necessità delle Amministrazioni di rispettare i vincoli temporali della normativa ha fatto si che la definizione dei Sistemi venisse fatta quasi esclusivamente in un’ottica di compliance rispetto ai requisiti della normativa, senza un adeguato coinvolgimento degli stakeholder sia quelli titolari della funzione di valutazione (Dirigenti, Responsabili di Uffici) sia quelli destinatari dei servizi erogati dal PTA (Organi di Ateneo, Direttori di Dipartimento, Studenti, Tirocinanti, etc.). Altresì è evidente che lo scarso coinvolgimento dei Responsabili degli Uffici Formazione nel processo che ha portato alla costruzione del Sistema di Valutazione delle Competenze, circostanza che di fatto impedisce di costruire il fondamentale “circolo virtuoso” tra i processi di gestione e valutazione dell’organizzazione ed il processo di formazione.
Anche per quanto riguarda gli esiti della valutazione, il fatto che questa sia stata di fatto legata unicamente all’erogazione degli incentivi economici non ha favorito la diffusione di una consapevole cultura della valutazione e delle ricadute della valutazione in termini di sviluppo individuale ed organizzativo. La tendenza dei valutatori a posizionarsi sui valori maggiori delle scale di valutazione e ad evitare conflitti ha creato da una parte malumore e disagio tra il personale (quella parte di personale che ha ritenuto di essere stata valutato alla stregua di colleghi ritenuti meno bravi e capaci) e dall’altra il convincimento che i dati della valutazione fossero sostanzialmente inutili e quindi di scarsa utilità per l’analisi dei fabbisogni formativi.

In definitiva, gli “investimenti” che le Amministrazioni hanno sino ad oggi dedicato alla costruzione di Sistemi di Valutazione delle Competenze non hanno prodotto alcun ritorno per quanto riguarda il contributo ai processi di sviluppo individuale ed organizzativo. Anzi hanno contribuito purtroppo a costruire un clima di scetticismo verso la valutazione delle competenze ed a penalizzare ulteriormente la cultura della valutazione.

Occorre “ripartire” cambiando radicalmente impostazione.

 

I DESTINATARI

Il Corso di formazione è rivolto ai Dirigenti, responsabili e operatori dell’area risorse umane, sviluppo organizzativo e formazione delle Università italiane.




 

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SCHEDA D'ISCRIZIONE

 

I RAPPORTI TRA UNIVERSITÀ E SISTEMA SANITARIO NAZIONALE/REGIONALE NELL’AMBITO DELLA FORMAZIONE SPECIALISTICA

[CODICE ATTIVITÀ: 26CP17]

 

 

LE RAGIONI

Il percorso si propone di analizzare il D.I. n. 402/2017 in materia di standard, requisiti ed indicatori di performance formativa ed assistenziale delle Scuole di Specializzazione di area sanitaria nonché di esaminare le principali criticità emerse in fase applicativa.
Si offre un approfondimento di alcune tematiche connesse alla gestione delle Scuole, con particolare riferimento alla rete formativa, ai rapporti di collaborazione tra Atenei ed al nuovo sistema di gestione della qualità delle Scuole, alla luce del citato Decreto.
Particolare attenzione sarà, inoltre, riservata alle nuove modalità di accesso alle Scuole di Specializzazione di area sanitaria (D.M. n. 130/2017) ed al bando concorsuale di cui al D.M. n. 720/2017.
Saranno, infine, previsti interventi finalizzati ad illustrare l’importanza dell’'interazione tra Università e SSN/SSR nell’ambito della formazione specialistica medica, con l’obiettivo di evidenziare le esigenze formative proprie del contesto universitario nonché le priorità e necessità richieste dal sistema sanitario.

 

I DESTINATARI

Il Corso si rivolge ai Responsabili ed ai funzionari delle Università, delle Aziende Ospedaliero-Universitarie, dei Policlinici Universitari, delle strutture sanitarie convenzionate con gli Atenei che si occupano di Scuole di Specializzazione di area sanitaria.
Il Corso può essere d’interesse anche per Dirigenti, Responsabili e funzionari che si occupano dei rapporti tra Università e Servizio Sanitario Nazionale.


 

 

 

   Università degli Studi di Torino - Via Verdi, 8 - 10124 Torino TEL. 011/6702290-91 - FAX 011/8140483
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